Manuale Volume I

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CAPITOLO 1

NOZIONI ED ELEMENTI TECNICI DI PRINCIPIO

a cura di Gerardo COSTABILE

1. Computer forensics & digital investigation: definizioni e punti di attenzione

2. Digital evidence: cenni tecnici di base

2.1 Classificazione delle “evidenze digitali”

2.1.1 Dati e log sui sistemi coinvolti: cenni

2.1.2 Log e informazioni degli elementi infrastrutturali della rete o di sistemi di supporto: cenni

3. Le best practices sulla computer forensics

4. Le fasi del processo di computer forensics

5. Computer forensics: le classificazioni tipiche

6. La cd. preview

7. Le 10 regole d’oro della computer forensics e i 7 comportamenti da evitare

 

 

CAPITOLO 2

LA RICEZIONE DELLA NOTITIA CRIMINIS: I PRIMI PASSI VERSO UNA CORRETTA INDIVIDUAZIONE ED
ACQUISIZIONE DEGLI ELEMENTI DI PROVA DI NATURA INFORMATICA

a cura di Francesco CAJANI

1. Nozione giuridica di “digital evidence” (prova elettronica o digitale)

2. Cenni generali sugli accertamenti informatici nelle investigazioni penali e classificazione “operativa” dei reati informatici genericamente intesi

3. L’acquisizione della notitia criminis

4. L’acquisizione della denuncia e della denuncia-querela ad opera della Polizia Giudiziaria

4.1 La “ragionevole tempestività” nella trasmissione della comunicazione di notizia di reato e la necessità di individuare dei protocolli di Polizia Giudiziaria volti alla corretta acquisizione della denuncia querela

4.1.1 segue: Informazioni che la persona offesa dovrebbe fornire in sede di denuncia querela

4.2 Gli atti di indagine che si possono compiere in mancanza della condizione di procedibilità

4.3 L’assenza della condizione di procedibilità: casi pratici e conseguenze

5. Le ipotesi di arresto in flagranza e di fermo di indiziato di reato, in relazione ai reati informatici

5.1 segue: L’utilizzo indebito di carte di credito e altri strumenti di pagamento; il loro illecito possesso e/o falsificazione

5.2 segue: Il phishing e le ipotesi di cyberriciclaggio

6. Gli allegati alla denuncia querela o alla comunicazione di notizia di reato: in particolare l’acquisizione di una pagina web o di un intero sito; la produzione di una pagina web su supporto cartaceo e la sua valenza probatoria

6.1 segue: Gli aspetti tecnici per una corretta acquisizione processuale di informazioni presenti sulla Rete

6.2 segue: Esempio di acquisizione di un sito web

7. Furto di identità sul Web e primi accertamenti di Polizia Giudiziaria volti alla ricerca delle fonti di prova (cenni)

7.1 segue: I primi accertamenti di Polizia Giudiziaria in relazione alle ipotesi di furto di identità su piattaforme di commercio elettronico (in particolare eBay)

7.2 segue: L’analisi della movimentazione dei conti correnti relativi alle cd. banche online

7.3 segue: Gli altri strumenti di pagamento che possono venire utilizzati per conseguire l’illecito profitto. In particolare il vaglia online

7.4 segue: La pericolosità del truffatore seriale e la possibilità di applicazione di una misura di prevenzione. Il caso M.

8. Gli accertamenti sulle transazioni in frode a mezzo di istituti di money transfer

8.1 La transazione “To Send Money

8.2 La richiesta dati agli operatori money transfer

9. L’ambito operativo degli accertamenti di Polizia Giudiziaria relativi alle falsificazione delle carte di credito

10. Le (altre) indagini scientifiche in ausilio alla computer forensics

11. Due parole sui supporti di memorizzazione utilizzati

 

CAPITOLO 3

I FILE DI LOG  E LA CONSERVAZIONE DEI DATI AZIENDALI: ASPETTI INVESTIGATIVI E TECNICI DI BASE

a cura di Gerardo COSTABILE e Giuseppe MAZZARACO

1. Premessa: definizione e aspetti giuridici

2. Sicurezza dei log

3. Individuazione dei sistemi e primi passi

4. Amministratori di sistema

5. Tempi di conservazione dei log

6. Servizi di comunicazione elettronica e log files

7. Categorie di dati da conservare

8. Vincoli temporali di conservazione dei dati

9. Misure di sicurezza

9.1 Autenticazione

9.2 Autorizzazione

9.3 Conservazione e protezione dei dati

9.4 Tracciamento delle attività

 

CAPITOLO 4

ASPETTI GIURIDICI COMUNI DELLE INDAGINI INFORMATICHE

a cura di Francesco CAJANI (parte I, II, IV sez. II, V, VI sez. II, X, XI)

e di Stefano ATERNO (parte III, IV sez. I, VI sez. I, VII, VIII, IX)

PARTE I – GIURISDIZIONE

1. I problemi di giurisdizione nell’attività di individuazione e raccolta delle evidenze digitali

1.1 2001/2008 Odissea nel Cyberspazio

1.2 Verso un nuovo concetto di cooperazione internazionale

1.3 Gli organismi di coordinamento giudiziario ed investigativo a livello europeo

1.3.1 Eurojust

1.3.2 Europol

1.3.3 Interpol

1.3.4 OLAF

1.4 Gli organismi di cooperazione internazionale

1.4.1 Il Consiglio d’Europa

1.4.2 I punti di contatto nazionali (Rete 24/7)

1.4.3 Ipotesi di collaborazione tra le Forze di Polizia ed il cd. settore privato: le task force in materia di computer crimes

1.5 Problemi di giurisdizione in materia di siti o pagine web allocate su server esteri

1.6 Cooperazione e coordinamento investigativo nelle ipotesi di reati transnazionali: il sequestro (anche per equivalente) di beni all’estero

PARTE II – COMPETENZA TERRITORIALE

1. La competenza territoriale in relazione alle indagini informatiche

1.1 I differenti criteri volti ad individuare il locus commissi delicti nelle truffe online ex art. 640 c.p. e l’opportunità di valorizzare soluzioni idonee a far emergere la serialità dei fatti reato

1.1.1. L’impostazione di recente adottata dalla Procura Generale presso la Corte di Cassazione laddove i profitti della truffa online vengano indirizzati su un conto corrente (e non già su una carta ricaricabile)

1.2 L’individuazione del “domicilio informatico” come criterio idoneo a radicare la competenza territoriale nelle ipotesi ex art. 615-ter c.p. (accesso abusivo)

1.3 Il locus commissi delicti nei casi di diffamazione online ex art. 595 comma 3 c.p

1.4 Il locus commissi delicti nei casi di phishing e di cyberriciclaggio

1.5 Il locus commissi delicti in relazione ad altri reati commessi online (cenni)

PARTE III – LA NUOVA COMPETENZA FUNZIONALE EX ART. 11 LEGGE 48/2008

1. I lavori parlamentari della legge 18 marzo 2008, n. 48: brevi cenni

2. La previsione di una competenza territoriale “distrettuale” ex art. 11 legge 48/2008 per i reati informatici

3. Alcune osservazioni critiche sulla previsione di una competenza territoriale distrettuale per i computer crimes

PARTE IV – LA DISCIPLINA IN TEMA DI CONSERVAZIONE DEI DATI – DATA RETENTION -

SEZIONE I – ANALISI DELLE NORME APPLICABILI

1. Le fonti nazionali e le fonti europee in materia di data retention

1.1 Le Direttive 95/46/CE e 97/66/CE

1.2 La Direttiva 2002/58/CE

1.3 Il c.d. decreto Pisanu (d.l. n. 144/2005, convertito in legge n. 155/2005)

1.4 La Direttiva 2006/24/CE

2. Il provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del gennaio 2008 in materia di data retention

2.1 Le tipologie dei dati da conservare: dati relativi al traffico, anagrafiche e “dati di traffico”

3. Le recenti modifiche della normativa sulla data retention in seguito all’attuazione della Direttiva 2006/24/CE con il d.lgs. 109 del 2008: come cambia l’art. 132 del Codice privacy

3.1 I “dati relativi al traffico” e le altre definizioni normative

3.2 Le vicende temporali della data retention

3.2.1 Le proroghe del d.l. 2 ottobre 2008 n.151

3.3 I periodi temporali di conservazione ex art. 132 Codice privacy e l’art. 254-bis c.p.p.

3.3.1 I poteri, le modalità e i tempi delle parti nelle richieste dei dati di traffico ai gestori

3.3.2 Conclusioni circa i rapporti tra art. 132 Codice privacy e l’art. 254-bis c.p.p

3.4 Le chiamate senza risposta

3.5 Le abrogazioni stabilite dal d.lgs. n. 109 del 2008

3.6 Indirizzo di Internet protocol: cosa conservare e cosa cancellare?

3.7 Il monitoraggio delle attività di acquisizione e di trattamento dei dati

3.8 Le sanzioni (art. 162-bis Codice Privacy e art. 5 comma 2 d.lgs. 109/2008)

4. Il freezing dei dati telematici previsto dal comma 4-ter e ss dell’art. 132 Codice privacy

5. Una storia non ancora finita: libero Wi-fi in libero Stato…

SEZIONE II – INVESTIGAZIONE VS. PRIVACY: IL BILANCIAMENTO DEGLI OPPOSTI INTERESSI

1. Garanti UE vs. Direttiva UE

2. Il paradosso della privacy: il caso del cd. “blog anti-premier”

PARTE V – LA FASE DI ACQUISIZIONE DEGLI ELEMENTI DI PROVA DIGITALE: ATTIVITA IRRIPETIBILE O RIPETIBILE?

1. Gli accertamenti urgenti di cui all’art. 354 c.p.p.

1.1 Ripetibilità o irripetibilità tecnica dell’attività di computer forensics

2. Gli accertamenti tecnici ex artt. 359 e 360 c.p.p.

3. Comportamenti “maldestri” della Polizia Giudiziaria sulla scena criminis informatica: il caso Garlasco

4. L’opportunità di disporre una analisi forense di un reperto informatico ex art. 360 c.p.p.

5. Gli accertamenti e i rilievi delegati dal Pubblico Ministero alla Polizia Giudiziaria

PARTE VI – PERQUISIZIONE ED ISPEZIONE

SEZIONE I – L’ANALISI DELLE NORME DEL C.P.P.

1. Art. 247 c.p.p. e art. 352 c.p.p.: differenze applicative dei due strumenti investigativi

2. Il significato tecnico – giuridico di perquisizione su un sistema informatico o telematico e su supporto informatico

3. Duplicazione su supporti. Conservazione ed inalterabilità dei dati originali. Garanzia della conformità della copia all’originale e sua immodificabilità

4. L’ispezione di un sistema informatico alla luce della novella del 2008: cosa cambia rispetto al passato?

SEZIONE II – LE “NUOVE FRONTIERE” DELL’INVESTIGAZIONE DIGITALE ALLA LUCE DELLA LEGGE 48/2008, OVVERO: QUELLO CHE LE NORME NON DICONO

1. L’ ispezione di un client ubicato in Italia (ma interconnesso ad un server allocato all’estero) e la relativa acquisizione degli elementi di prova digitale ivi complessivamente presenti

2. L’accesso “da remoto” ad una casella di posta elettronica e la relativa acquisizione degli elementi di prova digitale ivi complessivamente presenti

2.1 La c.d. perquisizione online, questa sconosciuta

2.2 La consapevole rivelazione delle credenziali di accesso di una casella di posta elettronica

2.2.1 Case study: accesso ad una casella di posta elettronica @yahoo.com (le cui credenziali di accesso erano state rivelate dall’indagato, durante l’interrogatorio del Pubblico Ministero alla presenza del difensore)

2.3 La conoscenza delle credenziali di accesso in capo alla Polizia Giudiziaria senza che l’utilizzatore ne abbia consapevolezza

3. L’ accesso “da remoto” ai messaggi in bozze di una casella di posta elettronica utilizzata come “bacheca” e la relativa acquisizione degli elementi di prova digitale ivi complessivamente presenti

4. Case study: analisi forense di computer portatili con cifratura dell’intero hard disk

PARTE VII – RICHIESTA DI CONSEGNA E SEQUESTRO DEI DATI DIGITALI

1. La richiesta di consegna di dati, informazioni e programmi informatici ai sensi dell’art. 248 c.p.p.

2. Il sequestro di sistemi informatici e telematici e di supporti digitali

3. Le previsioni e le modifiche della legge 18 marzo 2008, n. 48: casi particolari

3.1 Il sequestro di corrispondenza anche se inoltrata per via telematica ex art. 254 c.p.p. (cenni e rinvio)

3.2 Il sequestro di dati informatici presso fornitori di servizi informatici, telematici e di telecomunicazioni ex art. 254-bis c.p.p.

4. La custodia delle cose sequestrate ex art. 259 c.p.p.

5. L’apposizione dei sigilli e le cautele dell’art. 260 c.p.p. alle copie c.d. digitali

PARTE VIII – IL CONSULENTE TECNICO, IL PERITO E LO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA PREVISTE DAL CODICE DI PROCEDURA PENALE. RESPONSABILITA

1. Le fonti normative

2. La consulenza tecnica

2.1 Ambito e attività

2.2 La nomina del consulente tecnico; il conferimento dell’incarico

2.3 Consulenza tecnica fuori dai casi di perizia

2.4 Incompatibilità e astensione del consulente

2.5 Il quesito tipo al consulente

2.5.1 Due quesiti in materia di indagini informatiche

3. La perizia: Natura e ambito di operatività

4. Ammissibilità della perizia e discrezionalità del Giudice

4.1 La valutazione dei risultati da parte dell’organo giudicante

5. La nomina del perito

5.1 La scelta del perito

5.2 Incapacità e incompatibilità

5.3 Astensione e ricusazione

5.4 Obblighi del perito

5.5 La liquidazione del compenso al perito (art. 232 c.p.p.)

6. I provvedimenti del Giudice che dispone la perizia

6.1 Attività del Giudice

6.2 Ordinanza (contenuto)

6.3 Conferimento dell’incarico e formulazione dei quesiti

7. L’attività del perito e la relazione

7.1 Attività del perito

7.2 La relazione peritale

7.3 Le comunicazioni alle altre parti

8. L’incidente probatorio

9. Le responsabilità penali del perito e del consulente tecnico

9.1 Falsa perizia o interpretazione (art. 373 c.p.)

9.2 Frode processuale (art. 374 c.p.)

9.3 Intralcio alla giustizia (art. 377 c.p.)

PARTE IX – LE INDAGINI DIFENSIVE E L’ALIBI INFORMATICO

1. L’indagine difensiva in generale e il ruolo del Difensore

2. Le diverse sottospecie di indagini difensive

2.1 Le indagini preventive

2.2 Le indagini suppletive

2.3 Le indagini integrative

3. I poteri e limiti del Difensore e del suo consulente tecnico

3.1 L’accesso ai luoghi

3.2 L’accertamento tecnico ripetibile e irripetibile

3.3 L’esame delle cose sequestrate

4. La richiesta di documenti alla pubblica amministrazione e ai privati; il diniego dei documenti. La particolare richiesta ai gestori telefonici dei tabulati di traffico telefonico e telematico

5. L’alibi informatico

PARTE X – IL VAGLIO DIBATTIMENTALE DELLA DIGITAL EVIDENCE: LA RIPARTIZIONE DELL’ONERE PROBATORIO TRA ACCUSA E DIFESA E LE CONSEGUENZE IN PUNTO DI NON CORRETTA ACQUISIZIONE DEGLI ELEMENTI DI PROVA DIGITALE

1. Le questioni relative alla “attendibilità” dei log files

2. Il valore probatorio dell’immagine digitale: originale o copia?

3. Il dibattito dottrinale sugli effetti dell’assenza o della non corretta adozione delle misure volte a salvaguardia delle genuinità della evidenza digitale

3.1 La prima sentenza della Suprema Corte dopo l’introduzione della legge 48/2008

3.2 I lavori parlamentari

3.3 Le critiche alla tesi delle prove c.d. incostituzionali

3.4 Mondo reale e realtà virtuale

3.5 Il Giudice, la Prova e la Scienza

3.6 La prova pre-costituita

3.7 L’importanza dei protocolli operativi in materia di digital evidence

4. Il “caso Garlasco” e la soluzione giuridica adottata dal Giudice di primo grado in relazione agli effetti della “scorretta azione degli organi inquirenti sul computer” dell’indagato

5. La ripartizione dell’onere probatorio tra Accusa e Difesa

PARTE XI – LA CONFISCA DEI BENI INFORMATICI

1. La destinazione dei beni informatici sequestrati e confiscati: lo stato attuale della normativa e una proposta di legge (ddl. n. 2271, approvato dal Senato della Repubblica, e successivo ddl. n. 4166 presentato alla Camera ed in corso di discussione) per una maggiore azione di contrasto al cybercrime

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